Inserito da: brigantedelsud | Novembre 22, 2008

Gaeta:accertamenti ICI su aree fabbricabili. Raimondi,go on

Gaeta.In questi giorni autunnali, la vita politica gaetana si sta ravvivando attorno all’ICI sulle aree fabbricabili. UDC e Forza Italia hanno riempito di manifesti la città, praticamente dando indicazioni populiste ai cittadini, come se arrivassero, come marziani, da Marte.Non paghiamo l’ICI sui terreni fabbricabili, ci dicono. Ebbene, il partito del Sud dice di non pagare tutte le tasse dovute a questo stato liberal massonico nato dal risorgimento piemontese: Irpef, Irap, Tosap, ICi sui fabbricati, ICi sui terreni, rivalutazione dei terreni industriali, Tarsu, Tasse di concessione demaniale e comunale, Tasse sui redditi, tasse sugli spazi pubblici, Autovelox, tasse autostradali, tasse sull’agricoltura, sulla pesca, contributi esorbitanti, tassi bancari da strozzini. Circa duecento tasse da 150 anni, hanno spennato il sud e i suoi cittadini, costretti all’emigrazione dal 13 febbraio 1861.Al populismo demagocico di chi fa della legalità il suo campo di battaglia solo quando si tratta di difendere il proprio campicello politico o quando si cerca consenso immotivato. Prodi ha tolto il 40%dell’ici sulla prima casa, Berlusconi ha tolto il restante 60%. Ma che bravi! Sinistra e destra a caccia di voti! Sinistra e destra ci spennano da 147 anni, e a pagare è solamente il Sud. Ci hanno tolto l’anima. Dobbiamo reagire alle provocazioni di politicanti ‘mbriachi di populismo e di clientelismo, UDC e Forza Italia in primo luogo e non dimentichiamo certa sinistra, un tempo corretta, oggi in parte corrotta da ideologie liberal massoiche che, per il Sud sono state mortali e malefiche. La legge sull’ICI sui terreni fabbricabili è stata promulgata nel 1993, e se non sbagliamo, al tempo era sindaco l’attuale capogruppo dell’UDC. Destra e sinistra si sono alternati al potere, e nel dicembre del 2003 fu approvato dalla giunta Magliozzi il regolamento in vigore, votato all’unanimità, con l’avv.Matarazzo presidente del consiglio. Vorremmo sapere perchè non sono state notificate le cartelle ICi sui terreni fabbricabili da quella giunta ai 200 cittadini ignari della nostra città, oggi fatti passare dalle leggi in vigore, come evasori totali. Altri 300 gaetani pagano detta tassa dal 1994,perchè questa destra illiberale ed illegalitaria si agita tanto? Noi diciamo ai  concittadini a cuii sono arrivate le notifiche dei pagamenti Ici sui terreni fabbricabili di recarsi presso gli uffici comunali per concordare i pagamenti, ma di recarsi anche nelle sedi dei partiti UDC(di cui non conosciamo l’indirizzo della sede) e Forza Italia, in via piave 5, per farsi i pagare il sovrapprezzo del 40% di dette bollette, riferite ai quattro anni precedenti la nostra giunta. la colpa è dei partiti che hanno governato la città e soprattutto di coloro i quali rappresentavano i partiti in oggetto, erano tutti seduti sugli scranni del consiglio comunale. I casi sono due, o c’è stato un danno erariale oppure uno scambio di voti, cose che o la Corte dei conti o la Magistratura ordinaria dovrebbero prendere in considerazione.Nei tempi belli di una volta i meridionali pagavano solo quattro tasse, più la fondiaria per chi era proprietario di terreni. oggi se ne contano oltre duecento, tutte messe nel carniere dal partito liberale che ci governa da 147 anni. A Gaeta, come in Italia, la politica vola bassa. Il Partito del Sud cerca di innalzare il suo livello. Rivogliamo gestire il nostro mare, i noli delle navi che caricano e scaricano nei nostri porti ( da nord a Sud); rivoliamo gestire i nostri beni demaniali; rivogliamo le spiagge, i cui concessionari sono strozzati da tasse di concesione inaudite che vanno allo stato. Il comune deve gestire le sue ricchezze demaniali, sia marittime che terrestri. Gaeta, nei secoli passati, aveva una flotta di 300 navi e 64 paranze, cantieri navali che davano lavoro a 2000 opreai specializzati; aveva fabbriche, frantoi, comemrci attivi in tutto il mondo conosciuto.Con Cavour e con il Conte Bastogi tutto fu centralizzato. Il sistema è allo sbando, sta implodendo, voglionoi farci pagare detta crisi. Ad oggi i terreni agricoli non pagavano l’ICi se facevano parte delle comunità Montane. Il Governo centrale ha imposto alle regioni la soppressione di molte di esse, come quella di cui facciamo parte. Questo significa un’altra mazzata per i possessori di terreni agricoli. Dal prosismo anno anche loro devono attivarsi a pagare un’altra tangente a questo Stato illiberale. Diciamo ai nostri concittadini di svegliarsi, e di mandare a quel paese i partiti che ci hanno governato per 150 anni, difendono solo gli interessi del Nord Tosco-padano. Costruiamo una nazione a dimensione d’uomo. Basta con gli imbonitori alla Berlusconi che difende la sua libertà vigilata, le sue tv, mentre spegne la nostra.

Vi è un mostro nel mondo moderno, lo Stato, che sta divorando la società. Questo Stato bisogna abbatterlo se non vorrà degenerare in una statolatria, in più feroce barbarie, far risorgere la società, federazione di associazioni quanto più libere e varie possibil. Avremo bisogno anche domani di una amministrazione centrale, di un governo, mai così l’una come l’altra saranno agli ordini della società e non viceversa. L’uomo è il fine. Non lo Stato.

Riportiamo un articolo bellissimo dell’amico Dott. Salvatore Delio, che condividiamo appieno. Raimondi, go on.


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Scritto da Salvatore Delio http://progettodemocraticogaeta.blog.aruba.it

salvatore_delio.jpgGaeta 21 novembre 2008 – con gli accertamenti ICI sulle aree fabbricabili la faccia legalitaria del sindaco Raimondi. I primi passi mossi dall’amministrazione Raimondi in materia di politica fiscale locale hanno scatenato, come era prevedebile, l’aggressione demagogica ed a fini propagandistici della intera opposizione .

Con toni diversi, ma con motivazioni analoghe, il centro destra ha tacciato Raimondi di fare cassa illecita sotto il profilo morale ed illegale sotto il profilo delle norme tributarie: a suo dire, oltre la metà della platea dei contribuenti ICI su aree fabbricabili avrebbe dovuto continuare a godere di una esenzione di fatto che le precedenti amministrazioni avevano loro concesso con la loro sostanziale inerzia accertativa. Costituiva questa inerzia un illecito atto di scambio di voti ? Cosi sembra adombrare, non infondatamente a nostro avviso, Raimondi nella sua conferenza stampa rilasciata sull’argomento.

Come ogni buon contribuente che abbia a cuore il bene collettivo e l’equa ripartizione della spesa pubblica secondo il principio costituzionale del “chi più ha più paga”, non possiamo che essere d’accordo con questo nuovo volto di legalità tributaria di Raimondi. Siamo completamente solidali con lui e con i suoi obiettivi che mirano al recupero dell’evasione prima ancora che ricorrere all’aumento delle imposte locali a chi già le paga. Peraltro, affermare il principio che la fiscalità costituzionalmente giusta debba avvalersi di una imposizione sui patrimoni prima che ancora sui redditi ed i consumi, equivale ad affermare le esigenze dello sviluppo dei consumi, della crescita delle imprese e dell’occupazione, come il sindaco ha egregiamente rivendicato nella sua appassionata difesa dei provvedimenti della sua giunta.

Gridare alla persecuzione dei cittadini, da parte di chi ignora deliberatamente le leggi dello Stato per proprio tornaconto politico fino ad incitare alla ribellione fiscale è, questo si, immorale e insostenibile da parte di chiunque (diverso dai diretti interessati allo status quo in materia di accertamenti fiscali in materia) paga regolarmente quanto dovuto non perché più fesso ma solo perché più rispettoso delle leggi dello Stato. Come pure di rilevante spessore nella nuova politica fiscale inaugurata dall’amministrazione in carica, diversamente dalle passate, appare l’intento di fronteggiare con inesplorate aree di entrate tributarie certe costi ach’essi certi della macchina amministrativa comunale. Così come è naturale e giusto che chi occupa suoli pubblici per fini economici privati paghi la tassa di occupazione di aree pubbliche dovuta alla collettività. Così come non è assolutamente pensabile che importanti risorse territoriali come il mare e le coste restino affidate allo sfruttamento individuale, privando la collettività di quelle risorse che gli appartengono.

Vogliamo che un natante in sosta su specchi acquei e coste attrezzate di proprietà comunale paghi un diritto di sosta al comune così come per la sosta auto; vogliamo che chi infrange le regole di circolazione in quelle acque comunali paghi una sanzione al nostro Comune, come avviene per autovelox ed infrazioni al codice stradale. Vogliamo che paghi meno chi ha di meno, che paghi meno chi produce e lavora, che siano tassate le rendite finanziarie ed immobiliari ed i proventi di finanze derivate che tanta responsabilità hanno nell’aver provocato la depressione econonima che ci sta investendo, e non che si continui a far pagare la spesa pubblica al solito automobilista, al solito pensionato, alle solite famiglie a reddito fisso sempre più insufficientemente tutelate sotto la spinta in alto dei costi di tariffe e imposte.

Riteniamo che nel quadro di una autonomia fiscale locale si inseriscono perfettamente gli indirizzi della amministrazione in carica. Chiunque si opponga ad essa, con argomentazioni e manifesti offensivi della intelligenza e senso di giustizia dei gaetani, fa solo bassa propaganda e persegue fini politici dei più deprecabili, promettendo privilegi fiscali ed istigando i cittadini alla ribellione fiscale teorizzata come “giusta ribellione”. A certi avvocati puntigliosi cultori della legalità in altri campi, vorremmo ricordare che rispettare e far rispettare la normativa di carattere fiscale dovrebbe essere uno dei compiti della buona politica e perciò anche della sua.

Agli altri partiti dell’opposizione unitisi al coro della demagogia, vorremmo ricordare che il leader di FI promise 12 ore prima della campagna elettorale nazionale l’abolizione dell’ ICI sulla casa (non importa se sia la prima o la settima), ma poi ha dovuto dirottare risorse da altri impieghi statali per destinarli alla fiscalità locale in sostituzione dell’ ICI abolita. Fu un inganno elettorale, che i suoi fans vogliono ripetere nel Comune di Gaeta cavalcando la presumibile protesta di qualche centinaio di contribuenti gaetani privilegiati negli anni del loro governo.


Questo è politicamente immorale. Per tutte queste ragioni, siamo lieti di dire a Raimondi:
go on.



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