Inserito da: brigantedelsud | Novembre 23, 2008

i Savoia, Gramsci e pio IX

L’elezione di Pio IX

Il primo giugno 1846 muore papa Gregorio XVI.

Il conclave si apre il 14 giugno. Sono presenti 49 cardinali su 79.

Il 16 giugno, dopo solo quattro scrutini, viene eletto Giovanni Maria Mastai Ferretti, che assume il nome di Pio IX.La procedura per l’elezione è stata accelerata per impedire che il cardinale austriaco Gaysruch arrivasse in tempo a Roma per imporre la volontà dell’imperatore.

Pio IX è nato a Senigallia. Appartiene alla piccola nobiltà di provincia. Ha 54 anni. Arcivescovo di Spoleto e poi di Imola, è diventato cardinale nel 1840. Ha fama di liberale moderato.

Nel 1831 ha accolto a Spoleto il carbonaro Carlo Luigi Napoleone Bonaparte, futuro presidente della Repubblica Francese e futuro imperatore Napoleone III, ricercato per la sua adesione ai moti rivoluzionari nello Stato Pontificio.

I provvedimenti del 1846

Il 16 luglio 1846 Pio IX concede l’aministia ai condannati politici.

L’8 agosto nomina Segretario di Stato il cardinale Pasquale Gizzi, un liberale.

Il 22 agosto costituisce una commissione per la costruzione di quattro linee ferroviarie.

Gli eventi del 1847

Il 12 marzo Pio IX concede la libertà di stampa.Il 19 aprile istituisce la Consulta di Stato, i cui membri verranno nominati il 30 luglio.Il 14 giugno istituisce il Consiglio dei Ministri.

Nell’estate il cardinale Gizzi si dimette. Viene nominato Segretario di Stato il cardinale Gabriele Ferretti, cugino di Pio IX.

L’Austria occupa Ferrara. Le truppe pontificie reagiscono e gli austriaci sono costretti a ritirarsi.

Il primo ottobre viene istituito il Consiglio Comunale di Roma.

Gli eventi del 1848.

All’inizio del 1848 Pio IX nomina Segretario di Stato il cardinale Antonelli.

Il 10 febbraio Pio IX pubblica un proclama con la famosa frase “Benedite gran Dio l’Italia” che provoca tanti entusiasmi.

Oh, perciò benedite gran Dio l’Italia, e conservatele sempre questo dono preziosissimo di tutti, la Fede! Beneditela con la benedizione che umilmente vi domanda, posta la fronte per terra, il vostro Vicario”.

Il cardinale Antonelli presiede il nuovo governo pontificio, a cui partecipano come ministri laici Marco Minghetti, Giuseppe Galletti, ministro di Polizia, e Giuseppe Pasolini. Il 14 marzo Pio IX concede lo Statuto fondamentale pel governo temporale degli Stati della Chiesa, la Costituzione.Viene istituito l’Alto Consiglio, nominato dal papa, e il Consiglio dei deputati, eletto su base censuaria. I Consigli preparano le leggi, che vengono emesse dal papa, previo parere del Collegio dei cardinali.La censura governativa viene abolita. Rimane la censura ecclesiastica preventiva.

I diritti politici sono concessi solo ai cattolici.

Carlo Alberto.Dal 17 al 22 marzo Venezia insorge contro l’Austria. Viene proclamata la repubblica.Dal 18 al 22 marzo Milano insorge contro l’Austria.

Il 23 marzo Carlo Alberto di Savoia dichiara guerra all’Austria.

Pio IX concede ai volontari, comandati dal generale Andrea Ferrari, e ad alcune truppe regolari, comandate dal generale Durando, di affiancarsi all’esercito piemontese.

Giacomo Durando, nato a Mondovì, ha 41 anni.

Il 29 aprile in una famosa allocuzione Pio IX precisa la posizione del Vaticano. Rifiuta ogni partecipazione alla guerra contro l’Austria.”Ai nostri soldati, mandati ai confini del dominio pontificio, non volemmo che s’imponesse altro, sennonché difendessero l’integrità e la sicurezza dello Stato pontificio. Ma conciossiacosaché ora alcuni desiderino, che Noi altresì con altri popoli e principi d’Italia prendiamo guerra contro gli Austriaci, giudicammo conveniente di palesar chiaro… che ciò si dilunga del tutto dai nostri consigli, essendoché Noi…abbracciamo tutte le genti, popoli e nazioni con pari studio e paternale amore.Viene costituito un nuovo governo diretto dal cardinale Soglia. Terenzio Mamiani, un liberale moderato. è ministro dell’Interno.

Terenzio Mamiani della Rovere, nato a Pesaro, ha 49 anni.

Il 23-25 luglio il Piemonte è sconfitto dagli austriaci a Custoza.

Il 2 agosto Mamiani si dimette.

Il 9 agosto con l’armistizio, firmato a Milano dal generale Carlo Canera di Salasco e dal generale H. Von Hess, cessano temporaneamente le ostilità tra piemontesi ed austriaci (armistizio di Salasco).

A Roma viene costituito un altro governo diretto ancora dal cardinale Soglia. Il conte Odoardo Fabbri è ministro dell’Interno.

Il 16 settembre cade il governo Soglia. Viene costituito un nuovo governo diretto dal conte Pellegrino Rossi, che era stato ambasciatore a Roma per conto del re di Francia Luigi Filippo.

Pellegrino Rossi, nato a Carrara, ha 61 anni. Aveva seguito Gioacchino Murat nel 1815.

Inizia la rivoluzione

Ciceruacchio.Il 15 novembre, mentre sale le scale del Palazzo della Cancelleria, sede del Consiglio dei deputati, Pellegrino Rossi viene ucciso probabilmente da Luigi Brunetti, figlio di Angelo Brunetti, detto Ciceruacchio.

Pio IX si chiude nel palazzo del Quirinale, assediato dalla folla.Il partito massonico era già in azione da tempo, voleva distruggere la Chiesa cattolica, questo è sempre stato il fine della setta

Il 17 novembre Pio IX convoca gli ambasciatori esteri e dichiara di essere costretto a cedere alla violenza, i suoi atti da quel momento devono essere considerati invalidi.

Il 20 novembre viene costituito un nuovo governo diretto da monsignor Carlo Emanuele Muzzarelli. Giuseppe Galletti è ministro dell’Interno, Terenzio Mamiani è ministro degli Esteri, Pietro Sterbini è ministro dei Lavori Pubblici.

Pio IX lascia Roma

Il 24 novembre Pio IX, travestito da semplice prete, fugge dal Quirinale e raggiunge Gaeta, dove lo aspetta il cardinale Antonelli. Il papa si pone sotto la protezione di Ferdinando II, re delle Due Sicilie.

Il papa richiede l’intervento delle potenze cattoliche per ristabilire l’ordine nello Stato Pontificio.

Pio IX, il 25 novembre del 1848 trovò rifugio fra le robuste mura della fortezza di Gaeta assieme al Granduca di Toscana Leopoldo II. Gaeta divenne sede istituzionale della Chiesa Universale, sede del papato, per nove mesi, nove giorni e nove ore (999) ebbe fama di risonanza mondiale. Nel 1849 si tenne a Gaeta anche una conferenza, esattamente dal 30 marzo al 22 settembre, sotto la presidenza del Cardinale segretario di stato G. Antonelli, tra i diplomatici delle potenze cattoliche accreditate presso la S. Sede che avevano seguito Pio IX da Roma. Alla conferenza parteciparono F. E Harcourt e A. de Rayneval per la Francia, M. Esterhàzy per l’Austria, F. Martinez de la Rosa per la Spagna, C. Ludolf per Napoli. Fu deciso l’intervento armato contro la Repubblica Romana.

La tradizione popolare sulle apparizioni a Gaeta dell’Immacolata Concezione

Fu a Gaeta che Pio IX decise di iniziare l’iter che lo avrebbe portato a definire, nel 1854, il dogma dell’Immacolata Concezione, una verità di fede confermata dalle apparizioni di Lourdes. Ma a Gaeta ricordano ancora oggi qualcosa che avvenne nella cappella d’oro della chiesa dell’Annunziata. Pio IX si recava a pregare quasi giornalmente nella cappella in cui è raffigurata su una tela del Pulzone la l’Immacolata Concezione. Sia le monache che custodivano la chiesa, che i sacrestani, vedevano e sentivano il papa parlare da solo, si rivolgeva alla Madonna raffigurata nel quadro suddetto, come se fosse viva. Forse erano apparizioni costanti nel tempo, ma un papa non poteva dire ciò che vedeva, sarebbe stato preso per pazzo. La notizia venne fatta circolare per la città dai religiosi, dai sacrestani e da chi sentiva la voce alta e remissiva di Pio IX. Il 2 febbraio del 1849, sempre da Gaeta fu emanata l’enciclica UBI PRIMUM da Papa Pio IX,  scritta a tutti i Vescovi della cattolicità.Il Pontefice consulta l’intero Episcopato sulla opportunità di una definizione del dogma della Immacolata Concezione e raccomanda i Vescovi di fargli conoscere al più presto il loro parere personale e i sentimenti del clero e del popolo delle loro diocesi. Ultima apparizione a Gaeta della immacolata, così è stato raccontato dalle suore dell’Annunziata,qualcuna ancora vivente, avvenne nell’immediato dopoguerra. Era una notte d’inverno, le suore e le patricelle che vivevano nei locali di supporto alla chiesa, sentirono una voce celestiale che cantava inni mariani. Sembrava essere una voce divina, tanto era bella, intonata, perfetta. Si chiesero a chi appartenesse a da dove venisse. Si recarono in chiesa, ma non c’era nessuno; si accorsero che la voce arrivava dal cantatoio delle patricelle, sopra l’altare e colà si recarono. Videro la statua della madonna, si muoveva, era l’Immacolata che cantava. Ancora oggi, una donna di Gaeta ricorda questo avvenimento.

Gramsci e  Pio IX, la questione romana

Sembrerà un paradosso, ma con l’Allocuzione tenuta nel Concistoro segreto in Gaeta il 20 Aprile del 1849 prima e con il Sillabo poi, Pio IX intuì quali erano i mali che poi avrebbero colpito la nostra società.

Nell’anno 2000 il Vaticano ha celebrato la beatificazione di Papa Maria Mastai Ferretti, ossia Pio IX, scatenando le ire dei frammassoni di tutto il mondo, e dei loro seguaci. Il radicale Marco Pannella da Teramo, santone e guru della libertà di licenziamento degli operai, da sempre liberale e falso pacifista, guerrafondaio quando si tratta di buttare le bombe sulla Serbia socialista, da sempre alle dipendenze della setta liberal-massonica mondialista, ha organizzato perfino un’adunata il 20 settembre 2000 per ricordare al mondo la breccia di Porta Pia. Non la pensava così Antonio Gramsci che, da grande studioso della Chiesa e del mondo che lo circondava, a proposito dei festeggiamenti del cinquantesimo anniversario della presa di Roma scrisse:Porta Pia non fu che un meschino episodio, militarmente e politicamente. Militarmente non fu che una grottesca scaramuccia. Fu veramente degna delle tradizioni militari italiane. Porta Pia rassomiglia – in piccolo- a Vittorio Veneto. Porta Pia fu la piccola , facile vittoria dell’aggressore enormemente superiore all’avversario inerme, come Vittorio Veneto fu facile vittoria contro un avversario che – militarmente- non esisteva più. Politicamente Porta Pia fu semplicemente l’ultimo episodio della costruzione violenta ed artificiale del Regno d’Italia. Tutto il resto è chincaglieria retorica. Le belle frasi Terza Roma sono completamente vuote di senso.

Roma è città imperiale e città papale: in ciò sta la sua grandezza universale. La “Terza Roma” non è che una sporca città di provincia, un sordido nido di travetti, di albergatori, di bagascie e di parassiti. Mentre le due fasi della storia di Roma, l’imperiale e la papale, hanno lasciato traccia immortale, la breve parentesi dell’occupazione sabauda lascia, unica traccia di sé, il Palazzo di Giustizia, statue di gesso e grottesche imitazioni decorative: nato tra lo scandalo dei fornitori ladri e dei deputati patrioti corrotti, esso è degno di albergare la decadenza giuridica della società contemporanea. Per questo la questione romana non è risolta. Non potevano risolverla le cannonate del re di Savoia. La violenza militarista non può risolvere i problemi internazionali. E la questione romana è un problema internazionale…”( L’Ordine Nuovo, Rassegna Settimanale di Cultura Socialista, 2 Ottobre 1920)

La Chiesa cattolica è societas perfecta

Pannella non ha mai letto la Questione Romana di Gramsci che da comunista vero ha inteso innalzare un monumento alla Chiesa e ai cattolici:<<…il bisogno religioso, il fatto religioso sono essenzialmente fenomeni universali, internazionali. Perciò nonostante tutte le declamazioni della pseudosociologia democratica di qualche socialista da loggia o da sinagoga, la Chiesa cattolica è societas perfecta, assai più e meglio che lo Stato nazionale massonico e borghese. Il potere temporale dei papi, a torto vituperato dai semi-analfabeti del Libero Pensiero, è stato un modus vivendi storicamente necessario e inevitabile, è stata l’unica forma che potesse, nei secoli passati, garantire la libertà della Chiesa…” .

Molti storici ritengono l’opera dell’unificazione italiana fatta dai Savoia un merito di quella casa regnante;  altri  solo barbarie,  guerra fratricida: un milione di morti per fucilazione,   freddo e fame; carcerazioni, stati d’assedio; emigrazioni oceaniche, rappresaglie su scioperanti che chiedevano pane e lavoro. L’unificazione dell’Italia poteva e doveva avvenire in altro modo. L’Italia è stata divisa dai Savoia; storici e politici di parte fanno finta di non saperlo. Oggi esiste una profonda spaccatura tra Nord e Sud, si sono costruite due nazioni, socialmente, storicamente e politicamente diverse. Bossi ne ha solo tracciato il solco. La divisione dell’Italia tra Nord e Sud ha origine nel 1860 quando i piemontesi rapirono le ricchezze delle popolazioni meridionali, quando azzerarono le leggi secolari, quando un esercito di 220.000  tra soldati, carabinieri, polizia, guardia nazionale fece guerra ai contadini  che insorsero contro i soprusi dei sindaci liberal-massoni che erano soliti assoggettare  a sé, a parenti ed amici,  le terre demaniali e quelle della Chiesa.

“…L’unità nazionale poteva avere un corso diverso da quello che ha avuto- continua Gramsci- l’unificazione d’Italia in una monarchia  accentratrice non ebbe altra giustificazione che la forza delle armi e gli intrighi diplomatici dei Savoia. Della serietà dei famosi Plebisciti non è nemmeno il caso di parlarne: roba simile all’acclamazione dei fiumani a D’annunzio.

In verità, sarebbe stato più conforme alle esigenze della situazione storica e ai bisogni del popolo italiano il programma federalista repubblicano di Balbo o quello neoguelfo del Gioberti. Malgrado le diffidenze degli storici aulici o democratici, i cattolici italiani erano più patrioti dei patrioti…”. Ecco la grandezza di Gramsci, la grandezza intellettuale, la grande intuizione storica, l’arguzia di un italiano, di un Meridionale, di uno tra i più grandi cervelli che l’Italia abbia mai annoverato. Gramsci riteneva:”…una breve parentesi, un attimo di fronte alla storia, la durata dello Stato massonico-nazionale- borghese che, secondo i professorelli delle regie scuole, doveva durare in eterno…”. Gramsci pagò con la vita la sua appartenenza politica, pagò con la vita il suo pensare antimassonico, ma Noi Meridionali gli siamo grati. I Savoia, anche se esiliati, hanno continuato a beneficiare delle nostre ricchezze nel loro esilio dorato, ma verrà il giorno in cui dovranno restituire il mal tolto ai  Meridionali e all’Italia tutta.

Alla manifestazione promossa da Marco Pannella c’erano meno di cento persone; il significato è uno solo: la gente ha capito, la gente di Roma non si è fatta prendere per i fondelli dal marciume massonico e per risposta ha partecipato in massa al Giubileo indetto da Papa Giovanni Paolo II.

“… Per troppo tempo, il Partito Socialista, dominato da una cricca di massoni e di borghesucci, ha insozzato la sua bandiera partecipando al carnasciale commemorativo del Venti Settembre…” ( L’Ordine Nuovo, Rassegna Settimanale di Cultura Socialista, 2 ottobre 1920)

Parole pesanti come un macigno. Se i marxisti e i socialisti di oggi non la pensano come Gramsci significa che, o sono massoni o non sono socialisti.

La Chiesa come valore assoluto

La nazione germanica è sorta da una crisi religiosa. La Riforma protestante, e si è consolidata e rafforzata attraverso un lavorìo del pensiero filosofico che l’ha portata alla creazione dello Stato moderno, in cui il cittadino è anche il credente…cosa è avvenuto in Italia? Il Risorgimento italiano è stato un movimento politico artificiale, senza basi, senza radici nello spirito del popolo, perché non è stato preceduto da una rivoluzione religiosa; il liberalismo cavourriano, separando lo Stato dalla Chiesa, e rendendolo antagonistico a questa come depositaria del divino, in realtà non commise che un grande errore, perché non fece che spogliare lo Stato del suo valore assoluto.( Antonio Gramsci, Scritti politici, Editori Riuniti, Roma, 1978, pag. 61)

Ecco, leggendo tra le righe l’opera complessa di Gramsci ci si accorge del suo pensare anti-massonico, anti risorgimentale, anti liberista. Perciò noi, gramsciani ed italiani del Sud, incensiamo colui il quale ha dato luce e calore al pensare di milioni di persone. Gramsci è inviso da Pannella e dai liberi muratori che mai hanno preso una cazzuola in mano, ma solo compassi e squadre.

Unione non unità d’italia

Pietro Calà Ulloa così ha spiegato il suo pensare sull’unità d’Italia:La confederazione è la sola possibile in Italia, perché poggia sul genio della nazione. La sua divisione, precedente alla dominazione romana, nasceva dalla configurazione stessa della penisola. Era confederata l’Italia, per secoli, prima della conquista romana, che possiamo considerare come la prima invasione barbarica della penisola. Crollato l’impero d’Occidente, l’Italia tornò spontaneamente alla sua costituzione naturale. E fu allora che divenne l’anima e lo spirito del mondo. I difensori più illustri dell’indipendenza italiana l’hanno sempre intesa, e servita, attraverso leghe e confederazioni. Era quasi un istinto di conservazione, nella consapevolezza che per l’Italia, essere una, significava essere schiavizzata. L’unità può dare forza, ma non indipendenza. Per quanti amano veramente la patria l’indipendenza non può che essere nella federazione: un fatto di fede e di coscienza… (Pietro Calà Ulloa, Unione non unità d’Italia, Argo p.s.c.r.l., Lecce, 1998, pag 25)

Pio IX

Gramsci ci ha ricordato che l’Italia poteva essere fatta in altro modo e questo nell’800 lo sapevano in tanti. Lo sapeva soprattutto la Massoneria italiana ed internazionale che per evitare all’Italia di assurgere a Federazione o Confederazione fece intervenire di prepotenza Casa Savoia contro il volere della Chiesa e degli altri principi cattolici italiani. Si stava costituendo la Lega Italica e cioè una confederazione degli Stati italiani con presidente Pio IX. S’erano approntati persino gli articoli che dovevano sancire tale atto politico davanti al mondo, ma i piemontesi si tirarono indietro, a loro non importava nulla dell’unità d’Italia, essi miravano al soldo e al sodo, e i soldi stavano tutti nel Sud. Il potere centrale spettava a una Dieta che si sarebbe riunita a Roma. L’importante documento non venne mai ratificato e, ancora una volta, fu il Piemonte a rovinare la speranza di unire veramente l’Italia. Il Governo Casati fu sconfitto dai radicali alla Camera ( era previsto!) e un nuovo Governo ne aveva preso il posto( quello di Cesare Alfieri) avverso all’idea di Lega. Pio IX e il suo ministro Pellegrino Rossi non vollero abbandonare il progetto e redassero uno schema modificato del trattato per la Lega Federativa. Il nuovo governo piemontese rifiutò di accettare un’Italia federata. (Patrick Keys O’Clery, La Rivoluzione Italiana, Edizioni Ares, Milano, pag 166)

Dopo 140 anni di sistema centralista, di terrore durante gli 85 anni di Regno d’Italia e dopo che il Nord ha spogliato completamente il Sud, l’8 marzo del 2001 è stata approvata alla Camera l’idea di una nazione federata.

Pio IX ha vinto, chi ha votato contro è stato quel Blocco del Nord che 140 anni fa ha voluto un’Italia serva del potere centralistico, tutto nelle mani del capitale padano.

Pio IX voleva evitare spargimenti di sangue tra fratelli, tra italiani, voleva evitare la catastrofe che si è abbattuta nel 1860, voleva evitare il genocidio che il Partito Liberale ha compiuto e la conseguente emigrazione biblica che ne è scaturita. ( inserire fotografia delle 5 giornate di Milano in cui compare la scritta w Pio IX)

Lo storico Nicomede Bianchi nella Storia documentata della diplomazia in Italia dall’anno 1814 all’anno 1861,pubblicata nel 1867, racconta che il primo ad avere l’idea di una Lega federativa fra gli stati italiani fu Ferdinando II di Borbone, re delle Due Sicilie che, tramite il suo ambasciatore a Roma , conte Ludorf, invitò Gregorio XVI a farsi promotore di una Lega difensiva ed offensiva fra i vari governi della penisola. ( Angela Pellicciari, L’altro Risorgimento, Piemme edizioni, 2000, pag.54)

Atto rivoluzionario della Chiesa

Ecco perché la beatificazione di Pio IX è un grandissimo atto rivoluzionario e segnerà la storia del Terzo Millennio. Se è vero come è vero che 400 famiglie detengono l’80 per cento della ricchezza mondiale, ha ragione la Chiesa a beatificare colui il quale, più di tutti ha combattuto il liberismo economico che, così inteso è solo barbarie, sopraffazione, sfruttamento, schiavitù.

Giovanni Paolo II, che più di ogni altro ha contribuito a debellare il marxismo e non solo, con l’umiltà che solo i grandi posseggono, ha fatto ammenda degli errori commessi dalla Chiesa nei secoli: Galileo Galilei, Giordano Bruno, l’Inquisizione. Gli ebrei sono stati discriminati e ghettizzati, perseguitati nei secoli e la Chiesa ha chiesto perdono per tali colpe.

Ma gli ebrei hanno subito pure un olocausto terribile da parte del nazismo generato dalle sette sataniche massoniche, i cui capi, sono quasi sempre stati di estrazione e di religione ebraica, come pure anche hanno subito angherie da quel marxismo foraggiato e diretto dal Gran Tempio di Londra per distruggere il seme dell’uguaglianza e della solidarietà. Moltissime comunità ebraiche si allarmarono in quei giorni. Allora ci chiediamo umilmente: perché le comunità ebraiche di New York, di Londra, di Genova e di Roma, che tanto hanno gridato, non hanno fatto ammenda dei crimini contro l’umanità commessi dalla massoneria e da chi l’ha diretta da quando è stata fondata? Perché prendersela con la Chiesa cattolica se questa ha avuto il coraggio di beatificare un Papa ( Pio IX) che voleva evitare al popolo italiano il genocidio e la guerra civile, costata oltre un milione di morti, la spoliazione dei beni ecclesiastici, la distruzione di centinaia di conventi, la fucilazione di centinaia i preti e di monaci, di donne e bambini, di operai e contadini, chiamati dai servi e lacchè di regime “briganti” solo perché difendevano le loro tradizioni, la loro patria, la loro religione ed il proprio re? Quando si condanneranno i vari Albert Pike, i Lord Parlmerston, i Lord Gladstone, i Cavour? Eppure i nostri storici, ancora oggi, fan passare Pio IX per un papa anti-italiano! Gramsci chiamava detti storici, aulici o “ professorelli”.


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