Pubblicato da: brigantedelsud | marzo 24, 2009

Ecco chi era il generale Enrico Cialdini

Al Comune di Castelvetro di Modena (seconda puntata). L’eccidio di Pontelandolfo e Casalduni fu ordinato da Cialdini.

Di Antonio Ciano

Il 25 aprile del 1861, Carlo Melegari, bersagliere di Sua Maestà Vittorio Emanuele II, fu promosso Maggiore e prese il comando del 18° battaglione di stanza a Borgo San Donnino. Dopo due mesi di dure esercitazioni in montagna, il neo promosso maggiore ebbe ordine dal Comando della Divisione di Piacenza di partire per Napoli agli ordini del luogotenente Generale Cialdini.

Era il 3 agosto ed il caldo soffocante fiaccava le forze della truppa. Cialdini, sapendo che l’ozio origina sempre i vizi, per mantenere in forma i suoi soldati, li spedí sulle Mainarde a conoscere il terreno e a riparare i fili del telegrafo che i partigiani sudisti avevano distrutto.
L’11 agosto il maggiore Melegari ricevette l’ordine tassativo di rientrare immediatamente in Napoli con il suo battaglione. I giornali riportavano la notizia della rivolta contadina di Pontelandolfo e Casalduni; poiché ormai la stampa era solo filogovemativa, la notizia venne artatamente data dalle redazioni della Luogotenenza.

Il Cialdini era consapevole che bisognava ubriacare l’opinione pubblica di sdegno contro i briganti, e perché ciò si avverasse abbisognava che i quotidiani piú importanti, a tiratura locale e nazionale, parlassero continuamente delle nefandezze e delle malvagità contadine.
Le popolazioni del Sud venivano dipinte come primitive, barbare, invasate di religione, analfabete; i partigiani regi venivano fatti passare per briganti che scannavano e decapitavano i soldati piemontesi.
Il 12 agosto al maggiore Melegari fu ordinato di presentarsi dal generale Cialdini; con solerzia si recò alla luogotenenza, dove lo ricevette il generale Piola-Caselli, che lo fece accomodare e gli disse: – Maggiore, lei avrà sentito parlare di sicuro del doloroso ed infame fatto di Casalduni e Pontelandolfo; ebbene, il generale Cialdini non ordina, ma desidera che quei due paesi debbano fare la fine di Gaeta, ossia devono essere rasi al suolo ed i suoi cittadini massacrati.
Ella, Sig. Maggiore, ha carta bianca ed è autorizzata a ricorrere a qualunque mezzo, e non dimentichi che il generale desidera che siano vendicati i soldati del povero Bracci. Infligga a quei due paesi la piú severa delle punizioni e ai suoi abitanti faccia desiderare la morte. Ha ben capito?.

Melegari:- Signorsí, so benissimo come si devono interpretare i desideri del generale Cialdini. Sono stato con lui in Crimea e con lui ho fatto tutta la campagna del 1859, cosa devo fare. Cialdini in un’altra stanza stava istruendo il generale De Sonnaz che doveva dirigere le operazioni. Melegari partí con una compagnia di quattrocento soldati e il 13 mattina giunse a Solopaca; a mezzogiorno nei pressi di Guardia.
Alle due del mattino del 14 agosto Melegari ed i suoi quattrocento eroi avevano invaso San Lupo; fece svegliare il capitano della Guardia Nazionale al quale disse: -Capitano, mi occorrono duecento uomini, devo attaccare i briganti. – Maggiore, i briganti sono tanti e bene armati.
Ci faranno a pezzi se andiamo sul loro terreno! – rispose l’ufficiale della guardia nazionale. Melegari: – Capitano, niente di tutto questo, non sono venuto qui per combattere contro Giordano, ora è troppo forte. Sono venuto qui per punire gli abitanti di Casalduni; a Pontelandolfo sta dirigendosi De Sonnaz. So cosa devo fare. Lei deve occupare il promontorio da cui si domina la valle ed aspettare miei ordini. Qualcuno, forse qualche parente del capitano della guardia nazionale, corse ad avvertire il sindaco di Casalduni, Ursini. Da quel momento iniziò l’esodo dei casaldunesi verso le montagne difese dai partigiani di Giordano .…..
Ursini, conoscendo la storia del Piemonte, conoscendo la barbarie dei suoi ufficiali e la viltà di Cialdini, conoscendo bene le idee liberali massoniche e sapendo che quelle erano idee di conquista, idee di s’opraffazione dell’uomo sull’uomo, idee di arricchimento di pochi a spese dei piú, di libertà di pochi sui piú; idee di democrazia limitata, democrazia di ladri e ladroni; libertà di imbrogliare la gente, libertà di fare brogli elettorali, libertà di ingannare il popolo; idee di conquistare un regno felice e ricco, dove per tutti c’era lavoro;
idee di rubare ai Meridionali le loro ricchezze per trasferirle al Nord, fece spargere per la città la voce che i piemontesi stavan6 per arrivare.

Tutti, o quasi, corsero sui monti. Rimasero in paese solo qualche malato e qualcuno che non credeva ad una dura repressione; qualche altro pensava di farla franca restando chiuso in casa. Alle quattro del mattino il 18° battaglione, comandato dal maggiore Melegari e guidato verso Casalduni dal liberale Jacobelli e dalla spia Tommaso Lucente, ricco nobilotto di Sepino, aveva già circondato il paese. Melegari si attenne agli ordini ricevuti dal generale Piola-Caselli e fece disporre a schiera le quattro compagnie di cento militi ciascuna.
Dovevano aprire il fuoco di fila per incutere paura ai partigiani, che, secondo le informazioni ricevute, avrebbero dovuto difendere Casalduni da attacchi esterni; e poi attaccare il paese, baionetta in canna, di corsa, concentricamente. Le quattro compagnie ebbero il comando di carica alla baionetta dall’eroico Melegari e cominciarono la carneficina ed il saccheggio delle case e delle chiese come erano soliti fare per poi passare ad incendiarle.

La prima casa ad essere bruciata fu quella del sindaco Ursini, indicata alla truppa dal servo nonché traditore Tommaso Lucente da Sepino. Sentendo gli spari e le grida dei bersaglieri, i pochi rimasti in paese uscirono quasi nudi; cercavano la montagna e trovarono la morte, infilzati dalle baionette dei piemontesi. Un certo Lorenzo D’Urso commerciante, fattosi sull’uscio per salutare i soldati, fu crivellato di colpi e poi infilzato dalle baionette; e cosí moltissimi cittadini inermi. L’eccidio fu meno feroce che a Pontelandolfo perché appunto, la gente, avvertita, era scappata. Dopo aver messo a ferro e fuoco Casalduni ed aver sterminato gli abitanti ivi rimasti, l’azzurro ed eroico maggiore Melegari chiamò a sé il tenente Mancini e gli ordinò di andare a Pontelandolfo per ricevere istruzioni dal generale De Sonnaz. Dopo un’ ora il tenente ritornò, scese da cavallo e rivolgendosi al suo maggiore disse: – Possiamo tornarcene a San Lupo1 il colonnello Negri ha distrutto completamente Pontelandolfo. Ho visto mucchi di cadaveri, forse cinquecento, forse ottocento, forse mille, una vera carneficina!. Melegari: – Ci hanno fregati quelli del 36° fanteria!
Casalduni era quasi vuota, qualcuno ha avvertito la popolazione!.
Dalle alture i partigiani osservavano ciò che stava accadendo nei due paesi sanniti. Vedevano tanto fumo, sentivano gli spari dei bersaglieri, si sentivano impotenti di fronte a tanto orrore …… Molti volevano attaccare i piemontesi, anche sapendo di andare incontro a morte certa, visto il divario delle forze in campo ……..
Giordano e i suoi scortarono oltre duemila casaldunesi fino alle porte di Benevento. Una volta in città Ursini chiese udienza al governatore.
Fu incarcerato ! I morti furono tanti a Pontelandolfo e Casalduni, molti di piú che a Montefalcione, San Marco e Rignano, pure eccidiate ed incendiate …….

A Pontelandolfo e Casalduni i morti superarono sicuramente il migliaio, ma le cifre reali non furono mai svelate dal governo piemontese, come mai è stato svelato il numero dei morti della guerra civile del 1860-70.
Il Popolo d’Italia , giornale filo governativo e quindi interessato a nascondere il piú possibile la verità sui morti, indicò in 164 le vittime di quell’eccidio (8), destando l’indignazione persino del giornale francese Patrie, filo unitario, e quella del mondo intero. Ma nessuno intervenne presso il governo dei carnefici piemontesi. L’invasione del Sud costò la vita, l’espatrio, il carcere ed il manicomio ad un milione di persone, costò la libertà e la dignità del popolo meridionale, ma, una cosa è certa, la gente del Molise, degli Abruzzi, del basso Lazio, della Terra di Lavoro, del Sannio, della Capitanata, della Basilicata ha venduto cara la propria pelle; ha dimostrato ai piemontesi ed al mondo di avere carattere e coraggio. Francesco II e la Regina Sofia sui bastioni di Gaeta disprezzarono la morte.

Vittorio Emanuele III di Casa Savoia nel 1943 ha dimostrato di essere un codardo. Cosí il generale Cialdini, un vero assassino e criminale di guerra, a Custoza scappò come un coniglio di fronte all’esercito austriaco. Il colonnello Gaetano Negri (9), milanese purosangue, scrivendo al padre dopo l’eccidio di Pontelandolfo, non mostrò alcun segno di pentimento e di umanità.
Questo signore fu eletto sindaco del capoluogo lombardo negli anni ottanta. Riportiamo qui di seguito uno stralcio di quella lettera:

Napoli, agosto 1861- Carissimo papà, Le notizie delle province continuano a non essere molto liete. Probilmente anche i giornali nostri avranno parlato degli orrori di Pontelandolfo. Gli abitanti di questo villaggio commisero il piú nero tradimento e degli atti di mostruosa barbarie; ma la punizione che gli venne inflitta, quantunque meritata, non fu per questo meno barbara.
Un battaglione di bersaglieri entrò nel paese, uccise quanti vi erano rimasti, saccheggiò tutte le case, e poi mise il fuoco al villaggio intero, che venne completamente distrutto.
La stessa sorte toccò a Casalduni, i cui abitanti si erano uniti a quelli di Pontelandolfo. Sembra che gli aizza tori della insurrezione di questi due paesi fossero i preti; in tutte, le province, e specialmente nei villaggi della montagna, i preti ci odiano a morte, e, abusando infamemente della loro posizione, spingono gli abitanti al brigantaggio e alla rivolta.
Se invece dei briganti che, per la massima parte, son mossi dalla miseria e dalla superstizione, si fucilassero tutti i curati (del Napoletano, ben inteso!), il castigo sarebbe piú giustamente inflitto, e i risultati piú sicuri e piú pronti.. (10)

Una vera bestia immonda. Se simili personaggi hanno fatto l’Italia una, oggi non dobbiamo piangere sulle due Italie: una ricca e prospera e l’altra povera. Questi personaggi hanno distrutto le ricchezze del Sud, hanno massacrato e fucilato gli uomini migliori, mentre hanno costretto all’emigrazione una grande moltitudine di Meridionali. Il 15 agosto 1861 il Generalissimo Enrico Cialdini, dalla sede dell’alto Comando di Napoli, telegrafò al ministro della guerra piemontese e quindi al mondo intero: “ieri all’alba giustizia fu fatta contro Pontelandolfo e Casalduni” […].

Fonte:ReteSud

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Responses

  1. Sul’eccidio di Pontelandolfo ho scritto sul mio blog a questo indirizzo: http://nuovaeconomia.blogosfere.it/2009/08/via-pontelandolfo-20123-milano.html

    L’autore della strage di Pontelandolfo non è stato Gaetano Negri, ma Pier eleonoro Negri di Vicenza, anche lui pluridecorato per i meriti guerreschi nelle guerre di indipendenza e in Crimea. Per Pontelandolfo fu coperto dall’immunità e dalle menzogne dei piemontesi. Anch’io sono stato tratto in inganno dall’omonimia, ma è certo che si tratta di un Negri diverso dal sindaco di Milano all’epoca della rivolta repressa da Bava Beccaris e senatore del regno.

  2. scusa ma perchè non dici anche cosa avevano fatto ai soldati piemontesi gli abitanti di Casalduni e di Pontelandolfo? La storia bisogna raccontarla tutta! Ad ogni modo convengo con te su tutte le critiche ai Pieontesi.

  3. scusa ma perchè non dici anche cosa avevano fatto ai soldati piemontesi gli abitanti di Casalduni e di Pontelandolfo? La storia bisogna raccontarla tutta! Ad ogni modo convengo con te su tutte le critiche ai Piemontesi.

    • Vuoi sapere da me cosa hanno fatto i casaldunesi ai soldati piemontesi? amico mio, li hanno uccisi, ed è quello che avrei fatto io e tu se soldati che parlano una lingua non mia assalire i campi e violentare le nostre donne. ma chi li aveva invitati a Casalduni? il sindaco=? non mi risulta. Quelli non erano soldati ma assassini e ladri.Sai quanti anni di carcere hanno dato ai veneti che hanno assaltato con fucili di legno il campanile di Venezia per porvi la bandiera di San marco? nove anni di carcere!

      • Caro Ciano vorrei conoscere meglio la vostra realtà, mi sono da poco appassionato a questi studi ed ho scoperto delle verità nascoste, che fino a qualche anno fà pensavo fossero invenzioni. Oggi ho scoperto che sono verità documentate. Abbiamo il dovere di far conoscere a tutti i meridionali queste verità. Ho delle idee contattami. Dobbiamo contrastare il male che ci affligge e abbiamo bisogno che la massa appoggi queste idee. Dobbiamo far ritornare il Sud agli antichi Splendori. Sicuro di un tuo interessamento ti ringrazio anticipatamente.

      • non capisco il nesso con i veneti dell’assalto al campanile..
        e 9 anni per una simile boiata sono troppi, assurdo
        detto ciò in guerra la gente muore,non capisco di cosa ci si stupisca,quella era una guerra..odiosa,ingiusta ma una guerra se tu uccidi dei soldati è chiaro che poi la paghi..e comunque la sud hanno fatto più morti i mafiosi che i piemontesi..

  4. Per quanto incredibile sia quello che spiegate(sono uno storico e lo so quanto sia vero),è un bene che esistano istituzioni come la vostra che espongono le due facce della medaglia,e non come tutti credono nella storia”Scolastica”che è una completa opera di omissione.La guerra civile è un triste e difficile argomento per essere giudicato.Ma la verità è una.Non ci sono stati eroi ne da una parte ne dall’altra ,e non vedo proprio perchè i Cialdini I Bixio e altri possano essere decantati e glorificati al Nord,quando è indubbio che abbiano commesso tali eccidi!

  5. Riguardo il Caso di Cialdini, sembra che l’esercito della nuova monarchia italiana di quello tempo, in una clima dell’intoleranza, alimentata di forti e micidali dosaggi del bonapartismo, campanilismo e trionfalismo, era colpevole di crimine di guerra fra 1861-3; in una campagna progettata come una guerra di conquisto, e degenerata in una guerra di stermino, combattuta senza tregue o intelligenza (anche il re non poteva parlare l’italiano!), tanto meno con rispetto per le nuove “Convenzioni di Ginevre” che erano ancora nella fasa di concezione.
    Sfortunatemente sono tanti incidenti del questo tipo ancora coperti con le bugie del nazionalismo malvestito come la storia – come i massacri del’esercito di Cromwell nel Wexford, del’esercito di Lincoln nella Georgia; di Hitler e Staline contra i polacchi; di Mussolini nell’Etiopia; degli inglese nella Kenya, delle cinesi nel Tibet;dei russi nella Cechenia, ecc.
    In questo quadro più esteso, Cialdini, chi é diventato la mano destra del re nell’assenza di Garibadi, e la morte inattesa di Cavour, era premiato con un ducato per le sue campagne sanguinose combattute in una “nebbia di guerra” (fog of war)- un’ offuscamento di realità fra gli soldati maladdestrati ed ufficiali malinformati.

    Contra un popolo di neopolitani visto solamente come un nemico inferiore e salvaggio, la nebbia di guerra era fra poco colorata rosso. Oggi comunque, la maggioranza del esercito italiano é fatto di soldati dalla Sicilia, della Puglia, della Sardegna, e della Campana – chi vuole uccidere per il suo paese qui nel nord d’italia? Manchiamo qui abbastanza rancori o l’obbedienza ceccha di fare buon soldati.

    Tutti la genta, ed i soldati especialemente, devono essere addestrati a capire e rispettare gli diritti umani, e i loro capi militari e politici devono capire i limiti della guerra e della violenza come mezzi dell’ ultimo risorte.

    Sfortunamente in questa cultura del marketing e ” sector no limits” non vediamo chiaramente i veri limiti o potenziali di qualsiasi attività umana.

    Perciò il mondo é pieno di eserciti ciechi, lottando per popoli sordi, sotto il comando di capi muti.

    L’Alternativa Umaniste

  6. Io mi sto chiedendo perchè non sfruttare quest’onda di federalismo padano a nostro favore!
    Feeralismo si ma non fiscale: TOTALE. Le nostre risorse anzicchè “regalargliele” potremmo farcele pagare al prezzo da noi stabilito! Io sono di Pisticci (MT) in Lucania: da noi è sono stati trovati i maggiori giacimenti di metano in Italia e di petrolio (se non ricordo male quest’ultimo anche dell’Europa Occ.). Il Mio paese si trova a 25 Km da Scanzano nel quale territorio ritenteranno (ma non ci riusciranno) di portare le scorie radioattive delle eventuali centrtali del nord. Se ci fosse il federalismo totale non avrebbero certo le nostre risorse al prezzo odierno e le scorie sarebbero un loro grosso problema visto che la “pattumiera” non sarebbe più sotto il loro controllo(dominio).
    Non dispero che l’ORGOGLIO delle Genti del SUD
    diventi un flume in piena.
    SUD LIBERO

    • Concordo pienamente con te caro amico. Da poco mi sono affacciato a questa verità. Mi sono diplomato alla veneranda età di 38 anni e il titolo della mia tesina è “La questione meridionale”. Ho sbalordito la commissione che ad un certo punto mi ha bloccato. Tutti sanno ma nessuno ammette. Ho deciso di iscrivermi alla facoltà di scienze politiche. Non dobbiamo rimanere passivi alla politica attuale dobbiamo lottare per un meridione migliore,anche se in certi aspetti dobbiamo migliorare.

    • le centrali nucleari (a cui sono assolutamente contraria) se le faranno le faranno in varie parti d’italia e serviranno anche al sud (o voi l’elettricità la ricavate dalle mozzarelle di bufala?)
      col federalismo vero e il vostro modo di gestire la res pubblica voglio vedervi..già a desso in sicilia hanno l’acqua quando capita e ospedali da paura (e la giunta di questa regione autonoma non è piemontese..chiedere a Cuffaro)
      basta vedere come funziona un città come chessò Catanzaro ed una come Bologna per capire che futuro avreste, detto ciò sono per la massima libertà ed autodeterminazione dei popoli per cui condivido l’idea di federalismo (pur non essendo leghista, anzi..)
      un sincero in bocca al lupo

      • Le centrali nucleari non servono al paese ma solo agli amici degli amici!!! Al massimo potrebbero coprire un 10% del fabbisogno totale di energia con costi e tempi tutti discutibili. E’ giusto,secondo me, parlare di secessione. E’ da 150 anni che ci raccontate che siamo sfaticati straccioni, terroni etc etc…la verità che sta venendo fuori in questi giorni e’ che eravamo la terza nazione mondiale mentre voi eravate degli staterelli con le pezze al culo.. Non basterebbe un’ora per elencare i vari primati del Regno, mi basta dire che mentre alcuni dei nostri abitanti negli anni 1830 andavano in croiera con navi a vapore costruite nei nostri cantieri di Castellamare, voi eravate per l’Europa di allora una Cuba di quei tempi, infatti venivano da voi solo per turismo sessuale e culturale. Mi auguro che i miei figli pisano vedere nuovamente Napoli capitale di un nuovo regno completamente diviso da quel nord che e’ da sempre il nostro aguzzino….w I Borboni. W i briganti (partigiani)

  7. mi chiamo fedele Lauria sono lucano di rotonda,la prima cosa reale che si puo fare è chiedere a tutti i sindaci dei comuni del sud le rimozioni dei nomi
    Garibaldi giuseppe,nino bixio,g.lamarmora.i re savoia tutti,cenerale cialdini,C.benson di cavour e tutti quei nomi che ricordino gli atti criminali di invasione dei nostri territori da parte della gentaglia del nord,che ha sempre fatto le cose per un tornaconto politico,e siccome in lucania.vi sono giacimenti di petrolio,confisca immediata da parte delle genti di lucania per la propria scelta di regione stato indipendente,e la possibilita di battere moneta locale ed il ripristino dei confini
    sud libero finalmente

    • bravo! ottima iniziativa sarebbe ridare onore ai caduti “briganti/partigiani” e prima ancora alla gente comune, vittime degli eccidi degli usurpatori piemontesi. riprendiamoci le nostre origini. se eravamo come sta scaturendo dagli ultimi studi possiamo sempre riprenderci la nostra dignità di uomini liberi.

    • Giusto ben detto raccogliamo firme per far scomparire i nomi di questi delinquenti che hanno affamato il SUD.

  8. mi correggo ,la rimozione dalle piazze e vie dei nomi con la sostituzione dei nomi degli eroici briganti e martiri della furia criminale degli invasori,piemontesi,lombardi,e padani

    • tu dici lombardi e padani..beh i lombardi sono padani.. tutte le genti che abitano la zona della pianura padana lo sono (non nel senso leghista del termine,per carità)

    • Chiaramente

  9. Chiedo venia a tutti… forse il mio intervento sembrerà controcorrente… premesso che anche io sono meridionale, che anche io sono originario di Pisticci, vorrei solo dire questo: oggi siamo un Patria unita, affinchè ciò avvenisse sono morte tantissime persone, civili e militari… i Piemontesi non saranno stati degli stinchi di santo, ma non dimentichiamo ciò che hanno fatto i Borboni… non credo che loro occuparono il Sud Italia, chiedendo gentilmente il permesso al popolo di poter regnare… forse questo folle gioco intrapreso dalla lega lombarda, ci vuole far dimenticare che il tanto sbandierato “brigantaggio”, usato come caprio espiatorio per aizzare noi meridionali per fare il loro gioco della “padania libera”, era diffuso già in epoca borbonica e che soprattutto subì una forte azione repressiva già da parte de borboni… a mio avviso credo che la secessione sarà la ghigliottina che darà il colpo di grazia al sud….

    • finalmente una persona intelligente e on miope
      concordo in pieno!!

  10. E’ vero che in Basilicata c’è petrolio, ma a mio avviso non ho visto benefici ne per la terra, ne per il popolo… noi del sud, con mia grande amarezza, non saremmo capaci di essere una nazione… stiamo qui a criticare le magagne piemontesi, ma non dimentichiamo che la pecora nera dell’italia siamo noi meridionali, svogliati, troppo abituati all’assistenzialismo, capaci di vendere il nostro voto (per “un piatto di lenticchie”) e sperando di ricevere il “favore” dal politico di turno… sinceramente pensare che Napoli, che non è capace (o meglio non ha voluto) nemmeno di risolvere il problema della spazzatura, dovesse ritornare ad essere la capitale del sud, mi preoccupa moltissimo…

    • PAROLE SANTE

  11. Vorrei solo esporre il mio ultimo pensiero: se vogliamo davvero alzare la testa, per onorare coloro che sono morti perchè hanno creduto negli ideali unitari (sono sicuro che erano molti) e allo stesso tempo onorare coloro che si sono immolati per difendere la propria terra, possiamo e dobbiamo fare solo una cosa: far tornare il Sud ricco come una volta… innanzitutto votando gente seria nella politica locale, cercando di creare tutti i presupposti affinchè le migliori menti meridionali possano far progredire il sud… da parte nostra, boicottare totalmente i prodotti provenienti dal Nord e acquistando prodotti locali… creare aziende che producano ciò che ancora non è presente nelle nostre terre…

  12. Credo che battere una moneta locale ci farebbe diventare come i paesi latino americani (sarà un caso, anche loro colonizzati dagli spagnoli….)
    Credo però, con mio grande rammarico, che questo sia un’utopia… siamo troppo abituati a farci risolvere i problemi dagli altri…
    Purtroppo le scorie radioattive sono sicuro che in Basilicata ci arriveranno… non solo a causa delle centrali nucleari che costruiranno al Nord, ma grazie ai nostri “illustri politici” noi stessi manderemo a governare…
    Io amo troppo la mia Patria, amo il sud e per questo non voglio che ci sia la secessione…

  13. Scusate ma vorrei tornare su Pontelandolfo e Casalduni. Marc Monnier (un francese) nel capitolo 7° del suo libro “Notizie storiche sul brigantaggio nelle provincie napoletane…”, pubblicato nel 1862, srive: – Volete udire una storia atroce…giova narrarla per giustificare le punizioni. Il 7 agosto i briganti chiamati da cinque canonici…invasero Pontelandolfo…Accolti da gridi di gioia dalla plebe,.., saccheggiarono l’ufficio municipale, la polizia, le botteghe… entrarono a viva forza in casa de percettore Michelangelo Perugino e dopo averlo ucciso, mutilato, spogliato, bruciarono la casa di lui e gettarono il suo cadavere nelle fiamme… L’ 11 agosto, quaranta soldati italiani e quattro carabinieri furono inviati a Pontelandolfo per arrestare i briganti…L’ufficiale italiano e 42 dei suoi uomini… per via furono stretti ed attaccati ai fianchi dalla gente di Pontelandolfo, poi arrestati da quelli di Casalduni… Circondati… furono scannati tutti eccetto uno solo, che ebbe il tempo di gettarsi in una siepe e narrò poi questa orribile storia. Non fu una carneficina, ma un eccidio. I contadini erano cento contro uno, e volevano tutti il suo pezzo di carne… La mattina del 13 giunse il colonnello Negri con gli Italiani: chiesero dei loro compagni; fu loro risposto che avavano cessato di vivere: domandarono i loro cadaveri: non furono trovati: essi stessi li cercarono, e scopersero membra tagliate, brani sanguinosi, trofei orribili appesi alle case, e esposti alla luce del sole. Appresero che avevano impiegato otto ore a dar la morte a poco a poco al luogotenente ferito soltanto nel combattimento. Allora bruciarono i due villaggi… Si è gridato molto contro questi rigori… Il partito che glorifica gli assassini commessi dai borbonici, non ammette le punizioni inflitte dalla giustizia militare…- Con questo ho voluto soltanto dire che entrambi i ‘contendenti’ non erano degli stinchi di santi e che la Storia va racconta per intero e non solo quello che interessa a noi!.. Ed ora permettetemi di togliermi un sassolino a sull’unità della nostra Patria: i Mille che sbarcarono a Marsala erano in realtà 1089. Ebbene di questi 1089, che fecero l’Italia, 443 erano Lombardi!.. (di questi 166 erano bergamasch), 160 erano Veneti, 157 Liguri, 80 Toscani…

    • I soldati che tu chiami italiani ma in verità era l’esercito piemontese erano degli invasori. I cittadini di Casalduni e Pontelandolfo si comportarono come di solito si comportano tutti i popoli invasi da eserciti stranieri, vedi le tribu’ indiane con i colonizzatori americani, i partigiani con i nazifascisti e perfino ai giorni nostri basta elencare Israele, Afganistan, Irak etc etc..
      Nell’elenco dei 1089 che tu fai con precisione dimentichi i vari picciotti che si unirono in Sicilia e i camorristi che al grido di viva l’Italia sposarono, come sempre, la causa del vincitore. Quest’ultimo e’ una storia tipicamente italiana poiché e’ ormai incontestabile che ciò avvenne anche alla fine della seconda guerra mondiale e cioè mafiosi e camorristi al potere politico con la benedizione dei vincitori di turno.
      Sempre sui 1089+ mafiosi non basterebbero pagine per narrare le gesta eroiche. Basti pensare che Cavur aveva corrotto con 25 milioni di euro( valore attuale) in piastre turche, tutti i maggior ufficiali del 23 enne Re Francesco di Borbone.
      Vergogna!!!!!

    • Già 1089+mafiosi e camorristi….ma perché è cambiato qualcosa a 150 anni di distanza…i soliti politici alleati dei soliti mafiosi e camorristi e la storia continua..poi ci si lamenta perché non si riesce a debellare la mafia, la camorra e la più potente ‘ndrangheta…..

  14. Faremmo volentieri a meno del sud, e’ una zavorra che continua a chiedere sussistenza senza proporre alternative a lungo termine, cosa mai fece garibaldi!!!!!!!!!!

    • Anche i Borboni (meridionali) avrebbero fatto a meno dei Savoia.Francesco II era amato stimato, aveva un magnifico esercito ed è stato tradito da suo cugino V.Eman.II.I Borbini erano ricchi, felici e non avevano certo bisogno del Nord Italia.La vergogna delle stragi di E.Cialdini che a Gaeta ha fatto uccidere come prigionieri e sotterrae 20.000 uomini dell’esercito borbonico: degno di Hitler.Ma queata storia non è scritta sui libri di storia.
      Mino Giuntyi (Prato)

  15. Penso propio che l´anno prossimo sarebbe il momento giusto per chiedere perdono ai meridionali per Gaeta, Casalduni e Pontelandolfo ed a noi liguri per il sacco di Genova compiuto da LaMarmora.
    Dovrebbe farlo il Presidente della Repubblica, in occasione dei 150 aani dell´unitá d´Italia.

  16. Ho 61 anni e vivo al nord dal 1958.
    Ho la passione per la storia, da più di 40 anni litigo con gli amici del nord quando spiego loro che la “liberazione del sud” fu solo una occupazione manu militari del regno delle due Sicilie da parte del regno Sardo.
    Spiego loro che i cosiddetti “plebisciti” furono vere menzogne. Che Garibaldi era un cavaliere di ventura che appena finita l’avventura dei mille fu esiliato a Caprera.
    Dovreste mettere mano ai libri di Giuseppe Buttà, cappellano militare di S.M Francesco di Borbone, scrisse: i Borboni dinanzi alla pietà di due secoli e da Botta di Falco a Gaeta.
    Quest’ultimo narra la vicenda dei Mille vissuta dalla parte dei Borbonici.
    Ovviamente detti testi furono messi all’indice da chi aveva il diritto di scrivere la storia ossia il vincitore.
    Ma ormai l’Italia è fatta da 150 anni ed è ora che il Sud ritrovi la sua identità. A proposito il fenomeno Mafia, Camorra e ndrangheta come li conosciamo ora sono tutti di origine post unitaria.

  17. Tutto bene! Avete tutti ragione, terroni, padani e polentoni. Provate a vivere all’Estero, e vedrete che quando per caso in strada sentirete parlare italiano, non vi importerà un cavolo sapere se costui è un terrone, padano o polentone. Per voi sará sempre un connazionale italiano……! Si continua ad affermare che il “terrone” sia uno sfaticato, senza voglia di lavoirare ecc. ecc. Ma lo sapete che all”estero quasi tutte le grandi fortune sono il frutto del lavoro e sudore di un “terrone”?

  18. Vorrei rispondere a Vito che scrive: non saremmo capaci di essere una nazione… stiamo qui a criticare le magagne piemontesi, ma non dimentichiamo che la pecora nera dell’italia siamo noi meridionali, svogliati, troppo abituati all’assistenzialismo, capaci di vendere il nostro voto (per “un piatto di lenticchie”) e sperando di ricevere il “favore” dal politico di turno… Che purtroppo 150 anni di propaganda ci hanno trasformato da vittime a colpevoli, e tu caro Vito ne sei l’esempio. Ti sei mai chiesto come mai questo popolo di gente tanto strana appena si sposta di qualche km direzione nord si trasforma in un popolo onesto operoso rispettoso delle regole etc.?
    Senza l’orgoglio per le proprie origini non si costruisce niente!

  19. Scusatemi ancora ma due degli ultimi interventi mi “stuzzicano” a replicare. Sono un italiano nato in Calabria, ho 61 anni, vivo al nord dal1971 ed ho la passione della Storia. Della quale cerco, per quanto mi è possibile, di accertarne la verità confrontando le versioni di entrambe le parti. ciò premesso tengo a chiarire che, quando nel mio precedente intervento, riportavo con “precisione” l’elenco dei Mille evidenziando che oltre l’80% di essi erano settentrionali lo facevo per avvertire quel partito del nord che quando parla di secessione offende (manca di rispetto dimostrando, mi spiace dirlo, ignoranza e insensibilità) i loro più degni e nobili corregionali che diedero volontariamente il loro sangue per l’unità della Patria, dei quali ne dovrebbero essere orgogliosamente fieri. Ed ora se avete ancora pazienza di leggermi, vi spiego perchè, secondo me, furono i Mille a fare l’Italia o meglio il maggior merito va incontestabilmente a loro. Nel combattimento di Calatafimi (mai fatto d’arme così modesto ebbe conseguenze così grandi) i picciotti (erano già un migliaio) non presero parte allo scontro ma fecero da spettatori. finito il combattimento si accodarono ai vincitori. All’assalto a Palermo, i picciotti (erano ormai il doppio dei Mille) in vista della città, per la loro inesperienza si misero a gridare e a scaricare in alto le loro armi, dando involontariamente l’allarme e vanificando la sorpresa meticolosamente preparata da Garibaldi. Quindi alle prime fucilate degli allertati borbonici si sbandarono disperdendosi nei campi. Furono i Mille (non più 1089 ma circa 950) Con alla loro testa Garibaldi e l’intrepido Bixio (di Bronte ne parliamo se volete un’altra volta) a penetrare in città ed al loro arrivo tutta la popolazione scese nelle strade e diede addosso ai borbonici. A questo punto, visto che le cose si mettevano bene, il governo di Torino, che fino ad allora aveva fatto da spettatore, si diede da fare ad aiutare l’impresa in tutti i modi: anche corrompendo gli ufficiali maggiori del bravo giovane rè! Della qual cosa tu ne sei scandalizzato e gridi vergogna. Mi verrebbe da chiedere se è più esecrabile il corruttore o il corrotto ma qui non me lo chiedo. Perchè so che la guerra è guerra ed è fatta di morti, di sangue, di crudeltà, di infamie…Il governo borbonico nel ’60 (vedi i documenti in “G. Sacerdote – La vita di G. Garibaldi- Rizzoli 1933″ alle pag. 731-732) mandò a Palermo dei sicari per uccidere Garibaldi. Sì, la Storia a volte, non è bella ed aulica come a noi piacerebbe. All’amico che ci consiglia di mettere mano ai libri di G. Buttà (possiedo ed ho letto ” Un viaggio da…”) io sconsiglierei di leggersi ” Bandi- I Mille” perchè è di parte (anche se meno del Buttà) ma gli segnalo, sull’argomento, i libri di G.M. Trevelyan “Garibaldi e i Mille- Zanichelli 1910″ e “Garibaldi e la formazione dell’Italia- Zanichelli 1913″ e quelli di Carlo Agrati ” I Mille nella storia e nella leggenda- Mondadori 1933″ e ” Da Palermo al Volturno – Mondadori 1937″. Il primo è uno storico straniero molto pignolo e documentatissimo anche delle fonti borboniche, il secondo è un ingegniere brianzolo che all’inizio del ’900 percorse in bicicletta tutto l’itinerario de Mille. Ora è giusto, anzi è necessario fare una revisione del Risorgimento che ne smonti il mito e di conseguenza quella infatuazione nazionalista che ci ha condotto ai peggiori errori a cominciare dall’intervento della prima guerra mondiale. Ma dire che ilRisorgimento è stato una colossale corruzione e che Garibaldi (che non ebbe mai una lira in tasca) era un capitano di ventura: non è revisionismo ma calunnia e disfattismo al servizio di interessi antinazionali dei quali io mi dissocio recisamente.Conclusioni: smettiamola con queste deleterie recriminazioni che servono solo a dividere ed il prossimo 17 marzo stringiamoci TUTTI intorno al nostro benemerito presidente G. Napolitano e festeggiamo il 150° anniversario dell’unità della Patria. W l’Italia!

    • Sono d’accordo sul fatto che ormai l’italia è fatta ed è uno stato unico ed INDIVISIBILE, ma vorrei che tutto funzionasse un po meglio, che questi politici che ci amministrano fossero più seri e consapevoli che devono lavorare per l’italia mentre invece qualcuno compra i voti a suon di milioni e nonostante vari proclami non ha ancora concluso un cavolo, ma gli altri non sono stati e non sarebbero meglio….BASTA calmatevi un po tutti!!….rimettiamo la nave in assetto e ricominciamo a navigare …nell’interesse di tutti!

    • Ti consiglio una pillola che ti faccia guarire dal sintomo Italia. Troppi intossicati in qesto paese, civile? di grande cultura? etica morale? di grandezza umana? questi indicatori mi conducono a una voglia sfrenata di ridere…..

      • Premesso che io rispetto le idee degli altri e non ho mai offeso nessuno, tengo a precisare che io sono Italiano e sono orgoglioso di esserlo e non cambierei i miei Connazionali, pur con i nostri limiti e diffetti, con nessun altro popolo. E’, certamente, non con gli imperialisti d’oltre oceano o con gli ex colonialisti d’oltre
        Manica (entrambe nazioni scoperte dagli Italiani!) nè, tantomeno, con quel popolo europeo cosi preciso ed efficiente che nell’ultimo conflitto mondiale ha ucciso, tra gli altri, venti milioni (sì, venti milioni) di Russi! Ma dimmi, sig. Montasi, se disistimi così tanto l’Italia e gli Italiani perché non ti trasferisci altrove? Magari negli USA o nella GB? Ed ancora, dimmi, tu cosa hai fatto (dato) per migliorare la morale, etc. dei tuoi concittadini? Infine, per essere chiari, c’è il nazionalismo ed il patriottismo; ebbene io, a scanzo di equivoci, tengo a precisare che appartengo al secondo partito. Ed ora, Montasi, fatti pure una sfrenata risata!

  20. http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/il-venerdi/2011/08/03/news/reggio_contro_reggio-19964740/?ref=HREC1-11

  21. [...] in cui i massacri ancora rimangono nel silenzio quali, ad esempio, quelli compiuti dal Generale Cialdini e di tutta la congrega che volle disfare uno dei migliori regni italiani, quello delle Due [...]

  22. [...] in cui i massacri ancora rimangono nel silenzio quali, ad esempio, quelli compiuti dal Generale Cialdini e di tutta la congrega che volle disfare uno dei migliori regni italiani, quello delle Due [...]

  23. Schifosi del Nord


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