Intervento del Sindaco di Gaeta sulle esternazioni agostane di Bossi

“Gabbie salariali, un attentato per il meridione”

Il Sindaco di Gaeta, Antonio Raimondi, interviene sulle ultime esternazioni agostane del Ministro Umberto Bossi sull’Inno di Mameli, le gabbie salariali, l’insegnamento del dialetto nelle scuole e l’anniversario dell’Unità d’Italia.

“Come Sindaco della città di Gaeta, devastata durante l’assedio del 1860-61 e la cui resa e caduta con l’esilio di Francesco II di Borbone ha permesso di proclamare il Regno d’Italia, capisco molto bene la posizione della Lega Nord che vorrebbe far passare in sordina questa ricorrenza e, contemporaneamente, proporre interventi assurdi come le gabbie salariali, la sostituzione dell’Inno di Mameli e l’insegnamento dei dialetti nelle scuole – afferma il Sindaco – È ormai assodato che il Senatur usi il mese di agosto per lanciare le sue provocazioni e arringare l’elettorato padano, ma adesso si sta superando ogni limite grazie anche ad un Governo schiavo dei ricatti della Lega”.

“Tralasciando la futile questione dell’inno di Mameli, dico che le gabbie salariali sarebbero l’ultimo attentato contro le popolazione meridionali come quando vi fu la tassa sul macinato. Sarebbe la coltellata finale ad un’economia fragile ma, soprattutto, ad una società dove per colpa dell’assenza dello stato da 150 anni siamo vittime della criminalità organizzata – prosegue il Sindaco di Gaeta - Infine, il dialetto nelle scuole. Non c’è nulla di più vitale della lingua orale: anche il dialetto locale cambia con il passare degli anni ed esso viene trasmesso soprattutto il rapporto intergenerazionale. Istituire l’insegnamento del dialetto dimostrerebbe la mancanza di trasmissione della cultura popolare che comprende, oltre alla parlata locale, usi, costumi, tradizioni e gastronomia. Il nostro Paese, unito dalla stessa lingua, ha la grande ricchezza della diversità nella cultura popolare”.

“Per quanto riguarda i festeggiamenti dell’Unità Nazionale, mi sorprende la proposta particolarista e regionalista della Presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, che propone di istituire la ricorrenza dell’Unità d’Italia al 18 febbraio perché in quella data si è riunito per la prima volta, a Torino, il Parlamento Italiano. Capisco le preoccupazioni della Presidente Bresso che vuole che il Piemonte sia il centro dei festeggiamenti, anche per non perdere i cospicui finanziamenti statali (tra l’altro già in gran parte avuti), ma la ricorrenza deve essere nazionale. Non bisogna dimenticare cosa determinò il processo di unificazione: una guerra di conquista del Meridione mai dichiarata da Garibaldi e dal re sabaudo Vittorio Emanuele II – spiega Raimondi – Il Sud fu conquistato ed annesso e da allora, dal giorno della resa di Gaeta il 13 febbraio 1861, è nata la questione meridionale che prosegue ancora oggi nonostante che, nell’ultimo periodo, alcuni esponenti politici del centrodestra ipotizzino la nascita di un partito del sud. Questi ignorano che il Partito del Sud esiste già e Gaeta ha segnato la sua nascita e la sua evoluzione grazie ad Antonio Ciano, segretario nazionale del suddetto partito, che ha proseguito con la sua opera di coscientizzazione politica anche quando tutti erano scettici e lo hanno deriso”.

“Pertanto, se deve esserci la Festa dell’Unità d’Italia questa deve svolgersi il giorno della caduta di Gaeta così da fare anche memoria degli eventi: la nascita dello Stato Nazionale segnata da dolore, dalla caduta in povertà e dalla conseguente emigrazione della popolazione meridionale – aggiunge il Primo Cittadino – La presidente Bresso deve sapere che a Gaeta si sono celebrati i 100 anni dell’Unità d’Italia, alla presenza dell’allora Presidente del Consiglio Amintore Fanfani e dei Ministri Andreotti e Campilli. Inoltre, nel 2008 il Consiglio Comunale di Gaeta ha votato due delibere per il 150esimo anniversario: una per essere protagonisti dei festeggiamenti e l’altra per il risarcimento danni a carico dei Savoia”.

Per chiudere, invito il Partito del Sud a portare avanti, con lungimiranza politica la sua azione contro la Lega Nord attenta solo agli interessi particolari delle regioni settentrionali e non di tutto il Paese – conclude Antonio Raimondi – Mi auguro che la Festa dell’Unità Nazionale del 13 febbraio serva a fare memoria di quegli eventi, a superare il dualismo Savoia-Borbone e a riproporre la questione del Sud non solo come la classica questione meridionale ma soprattutto nella capacità di affrontare seriamente i problemi in termini politici, economici, sociali e storici”.

Gaeta, 19 agosto 2009

Segreteria del Sindaco

Inserito da: brigantedelsud | Agosto 2, 2009

Dopo 148 anni ritornano alla città di Gaeta i primi beni demaniali

Dopo 148 anni, ritornano alla città di Gaeta i primi beni demaniali E-mail
Scritto da Il partito del Sud di Gaeta, sezione “Cosmo Ciaramaglia”
partito_sud_logo.pngGaeta 2 agosto 2009 – Gaeta nel 1861 è stata espropriata e spogliata dei suoi beni, della sua libertà, della sua autonomia. 83 anni di monarchia hanno massacrato economicamente e fisicamente Gaeta e il Sud.

I savoia hanno avuto una cura partitcolare verso la nostra città, l’hanno umiliata in tutti i sensi. Il nautico, fonte di emergia vitale per chi nasce in una città di mare, fu chiuso assieme alle altre scuole della città e riaprì solo nel 1878 grazie all’intervento e allo sforzo del Comune. La città pontina fu divisa in tre zone militari, per cui ogni attività doveva passare al vaglio delle autorità militari. La città non era più libera. I piemontesi vollero distruggere il mito di Gaeta in tanti modi; ce l’han messa proprio tutta sia abolendo uffici istituzionali e sia spezzettandola.

borboni_2008_02.jpgGaeta, fino al 13 febbraio del 1861 era capoluogo di Circondario; appena dopo l’assedio del 1860-61 si pensò a smantellare la piazzaforte per farla diventare luogo di pena (il famoso carcere di Gaeta). In Gaeta vi erano al 1861 i seguenti uffici: due rappresentanze di Stati esteri (quelle della Francia e della Gran Bretagna); il Comando Militare della fortezza e del Distretto, comando di circondario marittimo; due camere di assicurazione marittima; ufficio postale di prima classe; ispettorato di distretto e luogotenenza delle Dogane e Gabelle; dogana principale; fondaco con ricevitoria delle privative; ricevitoria del registro; agenzia delle tasse dirette e del catasto; ispettorato di circondario delle scuole primarie; pretura dipendente dal tribunale civile e correzionale di Cassino; delegazione di pubblica sicurezza; verifica dei pesi e delle misure; ufficio telegrafico di terza classe; ufficio di sanità marittima consorzio agrario circondariale.

Quasi tutti questi uffici oggi non sono più. La città perse la sua importanza sia militare sia civile. Un decreto Reale del 18 gaeta_mediev_ico.jpgfebbraio del 1897 stabiliva che dal 1° aprile del 1897 la frazione Borgo di Gaeta (quella fuori le mura) veniva separata dal comune di Gaeta e costituita in comune autonomo con il nome di Elena (la principessa del Montenegro e poi regina d’Italia), naturalmente per richiesta delle amministrazioni liberali di quei tempi e ciò comportò solo divisioni e spaccature, litigi tra le due amministrazioni sui confini territoriali ma ci pensò il fascismo a riunificare il quartiere Sant’Erasmo (la Gaeta storica) al Borgo di Gaeta e ciò successe il 17 febbraio del 1927 (R.D. Legge n. 215) col quale appunto veniva soppresso il comune di Elena che veniva aggregato alla sezione Sant’Erasmo.

Gaeta man mano perse la sua funzione strategica e storica come perse i vari uffici pubblici, civili e militari dovuti alla soppressione dei Circondari voluta dal Regime che accentrava anche l’aria e così la città passava dalla giurisdizione della soppressa provincia di Caserta (R.D. Legge 2 gennaio 1927) a quella di Roma, dopo una brevissima aggregazione all’istituenda provincia di Frosinone (prima anch’essa Terra di Lavoro, come Gaeta d’altronde); infine alla nuova provincia di Littoria, oggi Latina il 18 dicembre del 19.Naturale sarebbe stato che Gaeta fosse sede di provincia, lo voleva la storia, lo voleva la ragione, ma interessi politici bieghi, fecero sì che che capoluogo divenne Littoria, città creata dal fascismo, città senza storia. Un museo sull’assedio ultimo, quello del 1861 dovrebbe nascere in uno dei palazzi demaniali.

antonio ciano.jpgL ‘azione di governo dell’assessore Ciano,in questi due anni, è stata tesa soprattutto al recupero dei Beni demaniali. Ciò è scritto sul programma della lista Raimondi, ciò è scritto nella memoria storica della città.Noi viviamo in questa republica, che ha dimenticato i torti subiti dal Sud da parte monarchica. I Savoia massacrarono oltre un milione di contadini chiamandoli Briganti, massacrarono e rasero al suolo non solo Gaeta ma altre cento città e villaggi, incendiarono i raccolti, stuprarono donne e bambini. Tutto ciò cheandiamo dicendo da anni è registrato nei vari archivi di Stato, purtroppo ancora oggi militarizzati.Gaeta venne esprorpiata completamente, Chiese, conventi, caserme, strade, piazze, parchi pubblici vennero accorpati al Regno di Sardegna. Questa repubblica, nata dalla resistenza, sulle ceneri di casa Savoia e del fascismo, non ci ha restituito ciò che era nostro.

Questo Stato ha messo in vendita persino i bastioni della città. Prodi, nel 1999 ha regalato al Piemonte mille miliardi, sono serviti chiesa_san_domenico_copia.jpga riattare tutti i monumenti dei Savoia, sono serviti a rendere belle ed accoglienti le città,i palazzi che hanno visto crescere e diffondersi quell’ideologia di morte che è stato il Risorgimento piemontese. L’attività amministrativa dell’assessorato al demanio è stata rivolta al recupero della nostra memoria storica, al recupero della nostra fortezza. Dopo due anni, dietro l’attivazione dell’assesorato al demanio, è stata assegnata la concessione al Parco Riviera di Ulisse, a che possano essere ripuliti gli spazi ormai sovrastati dalle erbacce e dai rovi. La Regione, grazie all’intervento del Presidente Piero Marrazzo ha dato spazio agli atti deliberativi della Giunta Raimondi.Ritorneranno alla città il convento di San Domenico e chiesa annessa, dove nascerà un laboratorio internazionale d’arte.

casa tosti.jpgCasa Tosti, l’area di sedime della caserma Gattola, ove nasceranno case per giovani coppie, oltre alla caserma Sant’Angelo conl’annessa villa reale borbonica, che Ferdinando II aveva regalato alla città. Il Dott. Raniero De Filippis sta portando a termine con il direttore del Demanio dott. Massimo Pini, una richiesta del Comune di gaeta che chiedeva l’estrapolazione dai PUV i beni sopra elencati,dopo che il 22 novembre del 2008 è stata raggiunta l’intesa tra Regione, Comune e Demanio Centrale dello Stato, a Palazzo Barberini, a restituzione di detti beni alla città. Sarà fatta una permuta tra un bene regionale di valore assoluto e tanti beni demaniali che insistono su Roma e Gaeta, la città che più ha pagato in termini di morti, in termini di punizione savoiarda.La città nel 1861 fu completamente distrutta. I danni dell’assedio del 1860-61 ammontarono a circa 2 milioni di lire, non sono stati mai pagati, la città li ha sempre richiesti.

marrazzo_ico.jpgIl Comune intenterà quanto prima causa a casa Savoia,ha relazionato su ciò l’avvocato Pasquale Troncone. Appena i locali delle caserme su citate saranno agibili, la città provvederà a innalzare monumenti ai nostri eroi del 1861, a inaugurare mostre sul brigantaggio, sulla emigrazione che il risorgimento ha causato, sull’assedio. Siamo solo agli inizi. La firma della concessione della caserma Sant’Angelo è stata apposta il 31 di luglio dal Dott Raniero De Filippis dopo una intensa trattatica con Dott. Pini.. Dopo 148 anni è il primo bene che torna alla nostra città,grazie all’interessamento della giunta Raimondi, dell’assessore al demanio Antonio Ciano, e soprattutto della volontà del Presidente Marrazzo che ha intreressato il dott De Filippis nel portare a termine l’operazione “Demanio”.

parcorivieradiulisselogo.gifEntro Ottobre sarà completata l’operazione Demanio. Per la nostra città è un gran giorno, e lo è anche per tutto il sud, che vede la sua capitale morale, Gaeta, riprendersi ciò che fu dai piemontesi espropriato. Lunedì 3 agosto, il dott. Raniero De Filippis, aprirà in cancelli della caserma Sant’Angelo. Saranno presenti il Sindaco della città, l’assessore Ciano,il presidente ed il direttore del parco Riviera di Ulisse, dott.essa Erminia Cicione, e il prof. Beniamino Gallinaro, direttore del parco stesso.
PSud (2)

Inserito da: brigantedelsud | Luglio 17, 2009

A Gaeta la destra governava a suon di musica

Inserito da: brigantedelsud | Luglio 15, 2009

I Liberal massoni all’assalto del Partito del Sud

Al commissariato di Polizia di Gaeta
All’On. Gianfranco Miccichè, Palazzo Ghigi-Roma
All’On. Raffaele Lombardo, presidente della regione Autonoma della Sicilia
Il sottoscritto Antonio Ciano, nato a Gaeta il 26 gennaio del 1947 ed ivi residente in Via piave 15, segretario nazionale del Partito del Sud-Alleanza Meridionale
diffida
l’On.. Miccichè Gianfranco, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, e l’On Lombardo Raffaele, attuale presidente della Regione Sicilia a usare il nome del mio partito.
Il sottoscritto, da un mese a questa parte, legge sulla stampa nazionale e locale di molte testate, della probabile nascita del Partito del Sud.
Il Partito del Sud è nato a Gaeta nel 2002, dove ha la sede nazionale in via Rimini 1-3 e si è presentato alle elezioni comunali di quell’anno.L’8 dicembre del 2007 e si è presentato alle elezioni politiche del 2008, e alle provinciali della provincia di Latina nel 2009, alle comunali 2009 nei comuni di Suzzara e di Virgilio in pr di Mantova.
Il partito del Sud, di cui si può trovare tutto su internet, è intenzionato a presentarsi alle prossime elezioni regionali in quasi tutte le regioni italiane, avendo rappresentanti in Sicilia, in Basilicata, nelle Puglie, nel Lazio, in Campania, nel Molise, in Abruzzo, nelle Marche, in Lombardia, in Emilia Romagna, in Liguria, in Piemonte, nel Veneto, in Calabria, come d’altronde si può trovarne nomi e cognomi dei nostri interlocutori regionali sul sito del Partito www.partitodelsud.it.
I nostri coordinatori stanno lavorando sul territorio per una crescita economica del Sud, visto che il Nord ha colonizzato il Meridione d’Italia in tutti i settori economici.
Stiamo lavorando sul teritorio italiano per ridare al Sud la dignità che merita. Da 150 anni i partiti nazionali,di destra e di sinistra, difendono l’economia tosco-padana. In 150 anni l’economia meridionale è stata annullata e colonizzata dalle imprese del Nord, dai supermercati del Nord, dalle compagnie assicurative, da quelle industriali, da quelle finanziarie e bancarie. Ormai il Sud è un mercato a completa disposizione degli imprenditori tosco-padani. Al sud, non è rimasto nemmeno una banca, solo bancarelle, persino il Banco di Sicilia e il banco di napoli sono stati intruppati in quelle del Nord. Una Nazione senza banche è condannata a morte, i commercianti sono indotti a fornirsi di liquidi presso cravattari e camorristi. La stessa cosa dicasi degli artigiani e dei piccoli imprenditori. Il nostro vicecoordinatore in Sicilia, dott. Erasmo vecchio, ha messo in pratica una idea del programma del Partito del Sud, un supermercato COMPRASUD ( www.supermercaticomprasud.it, che vende solo prodotti meridionali.Vi hanno aderito ad oggi quasi 600 imprenditori agricoli e industriali, tutti del Sud. Il 18 luglio, a Pisticci, in pr di Matera, avremo un incontro con una decina di movimenti e partiti meridionalisti. Vogliamo federarci sotto il nome di partito del Sud che metteremo a disposizione di tutti. Se il Sig Lombardo, e il sig Miccichè vogliono creare qualcosa di diverso, sono liberi di farlo, ma li diffidiamo ad usare il nome del nostro partito.
La nostra Patria è questa sacrosanta Repubblica nata il 2 giugno del 1946 dalla resistenza contro casa Savoia e non intendiamo rinunciare mai agli ideali costituzionali. Non festeggeremo mai i fasti della monarchia sabauda, non festeggeremo mai i 150 anni di quella falsa unità d’Italia voluta da una banda di assassini che invasero le nostre terre un tempo ricchissime e ridotte a mero mercato dai partiti che hanno governato dal 1861 ad oggi, tutti filo risorgimentali, tutti a difesa delle ruberie che sono state perpretate a danno del Sud. Il Risorgimento, per noi del Partito del Sud è stato il Cancro che ha devastato secoli di storia e di economia, è stato la causa dei nostri mali. I savoiardi massacrarono le nostre terre, furono messe a fuoco oltre cento città, i morti ammontarono ad oltre un milione e fummo chiamati Briganti. In 150 anni questa partitocrazia e la dittatura fascista hanno fatto emigrare 30 milioni di meridionali in tutto il mondo, una diaspora biblica che nemmeno gli ebrei hanno avuto. Oggi i giovani costretti a lasciare il Sud ammontano a 150 mila all’anno.Nessuno ne parla. Destra e sinistra oggi sono mere indicazioni stradali. Il Sud sta svegliandosi da un torpore voluto dalla cancellazione degli eventi storici che hanno determinato la nostra condizione di nazione di serie B. Ci riprenderemo i nostri mercati, ci riprenderemo la nostra storia, ci riprenderemo la nostra economia, ci riprenderemo la nostra dignità.
Antonio Ciano
Segretario Nazionale del Partito del Sud-Alleanza Meridionale
Sez. Cosmo Ciaramaglia, Via Rimini 1-3 Gaeta (Latina)

Inserito da: brigantedelsud | Giugno 26, 2009

Destra e sinistra sono solo indicazioni stradali

Dopo Gaeta è la volta di Aprilia.Cinque liste civiche al governo della città. Destra e sinistra anche lì, sono solo indicazioni stradali

Di Antonio Ciano

A Gaeta è successo due anni fa: due liste civiche batterono 11 partiti di sinistra e di destra. Nacque allora lo slogan “Destra e sinistra sono solo indicazioni stradali, votate per i rappresentanti della società civile, mandiamo a casa i mandanti dello sfascio italiano che rappresentano interessi di altre regioni”.

Gaeta era l’unica città in Italia, al di sopra dei 20 mila abitanti, ad essere governata da due liste ciche, di cui una meridionalista. Gaeta ha fatto lezione.
Ad Aprilia si è rinnovato il miracolo. Cinque liste civiche hanno battuto prima la sinistra e poi la destra di Cusani e Fazzone, proprio come a Gaeta due anni fa. Aprilia è la seconda città del Lazio per popolazione, ha una economia industriale ed agricola di primaria importanza e si è votato in anticipo perchè la giunta passata è affogata in Acqualatina e nell’intemperanza della destra.
La sinistra da queste parti è praticamente un vuoto a perdere, con un segretario del Pd dimissionario perchè incapace di quantificare la protesta. S
i pensa solo ai posti da coprire in accordo la la destra, ma questi ultimi occupano il potere ormai da 15 anni, e hanno consolidato una rete di clientes da utilizzare come gladiatori alle elezioni. Un sistema di potere intoccabile.
Si pensi ai 380 dipendenti di Acqualatina, società del Nord ( Questa è francese) con i suoi 380 impiegati tra i quali parenti, amici e compagni di provata fede, con paghe invidiabili e quasi intoccabili.
Domenico D’Alessio , Antonio Raimondi, avanti tutta, seguiranno altre realtà nel Lazio e in Italia.
Il partito del Sud, con il suo piccolo nucleo di rappresentanti, con Arianna D’Arpino, nostra candidata alle provinciali ha appoggiato le liste civiche, specie quando la Bencivenni affermò che Aprilia non doveva fare la fine di Gaeta ove vi è una giunta civica.
La gente non va più a votare, ha perso il contatto con la politica partitica. Non esistono più i partiti di un tempo, esistono i personaggi, i problemi non vengono più discussi dalla base, e la società civile viene estromessa.
Ecco perchè vincono le liste civiche. Destra e sinistra coprono interessi che non sono i nostri. La gente si sta accorgendo di essere stata colonizzata.
I supermercati della provincia? sono tutti di società padane ( coop, Outlet, Panorama, Standa, Upim, Conad ecc ecc). Chi sono gli azionistii delle varie Turbogas, delle banche, delle discariche? chi gestisce il MOF di Fondi?
Il nostro territorio è stato colonizzato e devastato dai partiti di destra e di sinistra che coprono gli interessi capitalistici del Nord.La Camorra non sta a guardare, se trova complicità tra i feudatari dei partiti si insinua nel territorio, lo gestisce creando un consenso artificiale.
Il primo nucleo mafioso si insediò proprio ad Aprila con Frank tre dita, poi si allargò in tutta la provincia. Dobbiamo respingere questo attacco mortale.
Fondi è una città operosa da sempre, i suoi abitanti sono stati sempre industriosi, la sua agricoltura opulenta. Oggi sembra essere strozzata da forze mafiose.
Lo ha appurato una commissione di accesso voluta dal Prefetto Frattasi, confermata da altri tre prefetti spediti nella città dal ministro degli interni Maroni. Si è votato per le provinciali e il Popolo delle libertà ha avuto colà un grosso consenso, ma quest’ultimo non va d’accordo con la mafia.
Il governo Berlusconi ha altri pensieri per la testa, Escort a parte, ma deve decidere, la malattia può diventare contagiosa.

Diciamo alla Bencivenni che a Gaeta, finalmente, qualcosa sta cambiando: Non più marciapiedi fatiscenti, finalmente giardini pubblici vivibili, con giochi per bambini che sono la gioia delle mamme, la invitiamo a farsi una passeggiata sul Lungomare di Serapo, sulla piazzetta di Monte Tortone, in Via degli Eucalipti. Siamo stati ad Aprilia in campagna elettorale, le strade erano piene di buche, sembravano vulcani, nè abbiamo notato giochi per bambini, villette sistemate. Siamo sicuri che D’Alessio penserà al benessere dei propri cittadini.A Gaeta son partiti i piani di zona, non si costruiva una casa da 20 anni.
A gennaio saranno consegnati i primi appartamenti ai cooperatori del luogo. Per andare da Aprilia a Gaeta ci si impiega un paio di ore, tra atovelox e traffico.
Vi sono solo due strade,l’Appia e la Flacca, entrambe costruite dai romani duemila anni fa,a Gaeta sta nascendo l’unica grande opera della Provincia: la ferrovia Gaeta-Formia, voluta dal Sindaco Raimondi, dall’allora sindaco di Formia Bartolomeo e soprattutto dal Governatore della regione Lazio Piero Marrazzo, che ha inaugurato anche il Polo internazionale della Nautica nell’area del Consorzio industriale, fino ad allora inoperoso sul nostro territorio.
Una simbiosi tra il nostro sindaco e l’avv. Salvatore Forte ha messo in atto la sinergia necessaria per l’attuazione di questo progetto.
La regione Lazio governata da Marrazzo ha sempre sostenuto progetti validi, e non ha mai guardato al colore,o se una giunta fosse di destra, di sinistra o civica. Chiedere conferma di ciò al sindaco di Priverno Umberto Macci. Gaeta con la sua giunta civica, ha trovato in Regione sempre porte aperte. Ultimamente, grazie all’assessore Astorre si sono trovati i finanziamenti per la riattazione della Cattedrale, arriveranno alla città ben 2.970.000 euro, e il Dott. Raniero De Filippis, nominato commissario dell’Ipab da Marrazzo, sta mettendo fine al letargo del santuario dell’Annunziata.
Sono arrivati ad oggi 450 mila euro per la sistemazione della Sorresca, della facciata esterna della Chiesa di cui sopra e per la sua pavimentazione storica.Altri 350 mila euro sono arrivati per la chiesa di Santa Lucia.
Fra qualche giorno inizieranno i lavori per l’illuminazione dei bastioni della cinta di terra della città,soldi arrivati grazie ad un bando regionale per” le città con servitù militari”. Gli uffici si stanno adoperando per mettere in esecuzioni i lavori ad un manufatto insistente su uno dei terreni della camorra acquisiti alle proprietà comunali. Sono centomila euro assegnati alla nostra città grazie ad un altro bando voluto dall’Assessore Daniele Fichera a cui la giunta Raimodi ha partecipato, la mafia si combatte anche così. Diamo i nostri migliori auguri a Domenico D’Alessio, sindaco civico di Aprilia, come noi, troverà la regione Lazio disponibilissima.
Il Governatore Marrazzo era a capo della “Lista civica Marrazzo”, grazie ai voti della quale, oggi governa la nostra regione, nonostante le difficoltà economiche e i tagli del governo centrale. Quando Prodi era al governo, regalò mille miliardi al Piemonte per riattare i beni savoiardi.
Berlusconi sta regalando 150 milioni di euro alle città amiche. Un governo repubblicano dovrebbe celebrare, nel 2011, i 150 anni della nefasta invasione del Sud da parte della monarchia sabaura.
Questi governanti non amano il sud se festeggiano i fasti di una monarchia che ha dato all’Italia morti a milioni e dolori, che ha fatto emigrare 30 milioni di meridionali. Gaeta fu distrutta da 160 mila bombe piemontesi, vi sono ancora le macerie di quel bombardamento, se non arrivano i soldi alla nostra città, come sono arrivati ad altre che con il risorgimento non c’entrano niente, penseremo ad andarcene con la Spagna.Siamo stati confederati con gli spagnoli per duecento anni, e mai han fatto emigrare nostri concittadini.Oggi 150 mila giovani sono costretti ad emigrare ogni anno.
Il Sud ribolle, in Sicilia il movimento autonomista ha il 16% di consensi, a Lecce con la Poli Bortone, “IO SUD” è arrivata al 21 per cento.
Destra e sinistra sono avvertiti, e anche il governo attuale.
Nel 1860 e dintorni nel sud cento città sono state bombardate e massacrate, i morti furono oltre un milione, e fummo chiamati Briganti.
Oggi ci chiamano terroni, e vogliono anche i nostri voti?
Gaeta e Aprilia sono gli apripista di una nuova era, ma lassù, non se ne sono ancora accorti.

Fonte:ReteSud

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